SEMINARIO 17/12

Sabato 17 dicembre, ore 9.45, Campus Luigi Einaudi, Lungo Dora Siena 100, Torino

DIALOGHI SUL CONCETTO DI ‘RADICE

Seminario organizzato dai giovani geografi torinesi aperto a tutti gli interessati


Intervengono:

Giuseppe Dematteis, geografo

Paolo Giaccaria, geografo

Giovanni Leghissa, filosofo

Francesco Remotti, antropologo

Il seminario – che come giovani geografi proponiamo a tutti i partecipanti di questa sesta edizione della Giornata di Studi della SSG – muove dai concetti chiave di radicamento e sradicamento, ma ha l’obiettivo di allargare lo sguardo attraverso una più ampia riflessione sull’ontologia stessa del concetto di radice. La necessità di interrogarsi più a fondo su questo concetto nasce da una considerazione di partenza: alla questione della radice, in un modo o nell’altro e spesso da prospettive assai varie, si arriva sempre. Beffarda, ingombrante, conflittuale, ambivalente, essa sottende questioni di appartenenza e di senso, tanto individuali quanto sociali.

Dalla geografia alla filosofia, lo studio dell’elemento costitutivo di cose, luoghi e persone, assume le sembianze di un fantasma delle origini e appare, non di rado, impensabile nella sua essenza. Che cos’hanno in comune Doreen Massey, Sigmund Freud, Martin Heidegger, Claude Lévi-Strauss e Joseph Schumpeter quando argomentato rispettivamente di senso del luogo, eros, comunità, mito e innovazione? Come affrontano e declinano la geografia, la filosofia e l’antropologia? E che cosa accomuna, se questo è il caso, le diverse riflessioni? Ma ancor prima: come dialogare in modo critico di radice?

Il confronto che animerà la mattinata verterà intorno alla relazione fra il concetto di radice e il fenomeno della globalizzazione, cogliendo l’invito che queste giornate di studi (dal titolo “Oltre la globalizzazione”) ci offrono ormai da tante edizioni. La configurazione spaziale globale e locale che il discorso neoliberale porta con sé, la materialità dei luoghi virtuali e fisici che abitiamo nella nostra quotidianità, i massicci e variegati flussi migratori sono solo alcuni tra i fenomeni fondamentali della contemporaneità che invitano, con una certa insistenza, ad interrogarsi su ciò che significa radice ai tempi della globalizzazione.

Partendo da queste brevi considerazioni, chiederemo ai nostri ospiti di riflettere su come muti il concetto stesso di radice di fronte alla molteplicità e al mutare delle condizioni e dei modi dell’appartenenza a luoghi e gruppi.

Abbracciando uno spirito decostruttivo, il seminario si propone di convocare le discipline a misurarsi sul tema, ciascuna con i propri registri. In particolare, il dialogo desidera occuparsi delle seguenti declinazioni di radice:

  • discorso sull’identità;
  • processo rispetto a ciò che è altro da sé, con attenzione alle dimensioni corporale e dell’affettività;
  • metafora spaziale abitata da memorie, desideri e potere, quale “senso di un luogo”;
  • processo in apparente antitesi con la mobilità di persone, capitale e informazione.

Inoltre, riteniamo che la dimensione non-umana legata, nello specifico, alla tecnologia in rapporto all’umano sia una questione importante su cui avviare una riflessione a più voci. Per esempio, la materialità degli assemblaggi socio-tecnici fisici e virtuali che abitiamo e le relazioni che instauriamo in, e attraverso di essi e ciò che questo comporta a livello di radice meritano attenzione e interrogano con continuità la capacità analitica dello studioso.

Non da ultimo, inviteremo i relatori ad affrontare la questione squisitamente politica insita nel concetto di radice, riflettendo insieme non solo sulla sua dimensione spaziale, ma anche su quella della temporalità.


RELATORI e TESTI DI APPROFONDIMENTO

  • Giuseppe Dematteis

Ha insegnato geografia economica dal 1968 al 1985 presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino e geografia urbana e regionale dal 1985 al 2007 presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, dove è ora professore emerito. Ha svolto attività di ricerca nei seguenti campi: metodi della ricerca geografica, tecniche quantitative dell’analisi regionale, geografia e analisi territoriale applicata alla pianificazione, geografia urbana e reti urbane, territorialità e sviluppo locale, pianificazione strategica urbana, politiche regionali e urbane europee, problemi di sviluppo delle aree montane.

Testi consigliati

Giacomo Becattini (2015), La coscienza dei luoghi. Il territorio come soggetto corale, Donzelli, Roma

Giuseppe Dematteis (2008), “Luoghi vissuti, luoghi inventati: la diversità geografico-culturale come risorsa rinnovabile” in M. Bertoncin e A. Pase (a cura di), Pre-visioni di territorio, FrancoAngeli, Milano, pp.54-70 (scarica qui il documento).


  • Paolo Giaccaria

Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Economico-Sociali e Matematico-Statistiche dell’Università degli Studi di Torino. Svolge attività di docenza in geografia economico-politica in diversi corsi di Laurea e Laurea Magistrale presso l’Università di Torino.  E’ membro della Commissione di dottorato in Urban and Regional Development, dove insegna “Modernity and Spatiality”. I suoi interessi di ricerca spaziano dalle geografie postcoloniali del Mediterraneo alla relazione fra biopolitica, modernità e geopolitica. Recentemente la sua attività di ricerca si è concentrata sulla geografia del Nazismo e dell’Olocausto e su turismo esperienziale e sviluppo locale.

Testi consigliati

Brint, S. (2001). Gemeinschaft revisited: A critique and reconstruction of the community concept. Sociological theory, 19(1), 1-23.

Gemici, K. (2008). Karl Polanyi and the antinomies of embeddedness. Socio-economic review, 6(1), 5-33.

Morris, C., & Kirwan, J. (2011). Ecological embeddedness: An interrogation and refinement of the concept within the context of alternative food networks in the UK. Journal of Rural Studies, 27(3), 322-330.

Welch, D. (2004). Nazi propaganda and the Volksgemeinschaft: Constructing a people’s community. Journal of contemporary history, 39(2), 213-238.

Winter, M. (2003). Embeddedness, the new food economy and defensive localism. Journal of rural studies, 19(1), 23-32.


  • Giovanni Leghissa

Professore associato presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino. Ha insegnato filosofia presso le Università di Vienna, Trieste, Udine e presso la Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe. Redattore di “aut aut”, direttore della rivista online di filosofia “Philosophy Kitchen”, ha curato l’edizione italiana di opere di Derrida, Blumenberg, Husserl, Overbeck, Caillois, Tempels e Hall. Tra le sue pubblicazioni: Postumani per scelta. Verso un’ecosofia dei collettivi (Mimesis, Milano 2015). Ha curato, con Enrico Manera, il volume Filosofie del mito nel Novecento (Carocci, Roma 2015). Con Giandomenica Becchio, ha scritto The Origins of Neoliberalism (Routledge, Londra 2016).Le sue indagini si concentrano su fenomenologia, psicoanalisi, epistemologia dell’economia, epistemologia delle scienze umane (con particolare riferimento all’antropologia, alla storia delle religioni, alla filologia classica e alla filologia biblica), rapporto tra religione e modernità, filosofia del post-umano, filosofia interculturale, Postcolonial e Gender Studies, pensiero ebraico contemporaneo.

Testi consigliati

Giovanni Leghissa (2005) Il gioco dell’identità. Differenza, alterità, rappresentazione, Mimesis, Milano.

Giovanni Leghissa e Enrico Manera (a cura di) (2015), Filosofie del mito nel Novecento, Roma, Carocci.


  • Francesco Remotti

Professore emerito di Antropologia culturale, ha compiuto ricerche etnografiche in Congo e ricerche etnostoriche sui regni precoloniali dell’Africa equatoriale.  Per diversi anni ha diretto la Missione Etnologica in Africa equatoriale. Ha sviluppato diversi interessi teorici, come è testimoniato dalle sue pubblicazioni più significative: Contro l’identità (1996); Noi, primitivi (2009); L’ossessione identitaria (2010); Cultura. Dalla complessità all’impoverimento (2011); Fare umanità. I drammi dell’antropo-poiesi (2013), Centri di potere. Capitali e città nell’Africa precoloniale (2014), Per un’antropologia inattuale (2014).

Testi consigliati

Francesco Remotti (1994), Etnografia nande II. Ecologia, cultura, simbolismo, Il Segnalibro, Torino.

Francesco Remotti (2014), Centri di potere. Capitali e città nell’Africa precoloniale, Trauben, Torino.


 

QUI il testo in pdf.

QUI “Luoghi vissuti, luoghi inventati: la diversità geografico-culturale come risorsa rinnovabile” di Giuseppe Dematteis.

Per iscriversi al seminario inviare una mail a s.radicamenti@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: