(S)RADICAMENTI. La conferenza

Negli ultimi tre decenni, il concetto di “radicamento”  e il suo opposto, lo sradicamento, hanno svolto un ruolo fondamentale nella comprensione delle relazioni tra spazio geografico, società ed economia in un’epoca di globalizzazione. Nelle scienze sociali di lingua inglese, la riscoperta dell’idea dello sviluppo capitalistico come un alternarsi di processi di embeddedness – letteralmente “inserimento” o “incastonamento” – e di dis-embededdness ha consentito di dar senso al doppio movimento di radicamento e sradicamento socio-territoriale che caratterizza le economie contemporanee nella transizione post-fordista. Nella fase di ascesa del “nuovo” scenario della globalizzazione, intorno ai primi anni Novanta, l’enfasi posta sul radicamento socio-territoriale (e identitario) dei sistemi economici locali ha rappresentato un vero e proprio contraltare ai processi di delocalizzazione produttiva. Secondo questa prospettiva un intrico di relazioni, orizzontali e verticali, sociali ed ecologiche, lega le pratiche e le performance economiche a contesti che sono storicamente e geograficamente connotati. Il radicamento delle strutture produttive e delle forme dell’agire sociale, in ultima analisi, consente ai luoghi e ai territori di stabilire relazioni relativamente autonome con scale superiori, compensando il processo di sradicamento indotto dall’internazionalizzazione dell’attività economica. Sul piano politico, il radicamento ha rappresentato la strategia perseguita dagli attori territoriali, alle diverse scale, dallo Stato alle autonomie locali agli interessi collettivi territorializzati, per trattenere, rielaborare e connettersi alle reti e ai processi globalizzanti mantenendo e nel caso accrescendo la capacità locale di regolazione della società e dell’economia

Nel corso del tempo, l’evoluzione dell’economia mondiale ha eroso, sotto molteplici aspetti, il primato del radicamento territoriale e dello sradicamento come sua negazione, quale chiave di lettura della contemporaneità e strategia di azione collettiva. La formazione di catene del valore spalmate nell’intero globo, la scomparsa di molti distretti industriali e il riposizionamento flessibile di quelli esistenti, la crescente circolazione di pratiche sociali ed economiche nello spazio di flussi della rete 2.0 (ad esempio il fenomeno della cosiddetta sharing economy), la crisi economica globale post-2008 e lo spettro della “stagnazione secolare”, l’affermarsi di un’economia mondiale sempre più multi-polare: tali fenomeni non possono (solo) essere interpretati secondo le categorie consolidate del radicamento o del suo opposto. È pur vero, nel contempo, che il valore e il genius loci dei luoghi e del territorio hanno teso ad assumere una dimensione ben più importante e incisiva rispetto al recente passato. I cosiddetti “nuovi fattori di localizzazione” sono riconducibili alle condizioni specifiche dei territori le quali, secondo modalità diverse, possono agire nei processi di rigenerazione sociale, economica e culturale anche di aree e regioni sinora poco valorizzate. Sono le condizioni storicamente ereditate, le tecnologie e i “saper fare”, le politiche di rete e le forme di governance, la condivisione di strategie e obiettivi fra gli attori localizzati, le forme di coesione e di complementarietà socio-economica e territoriale, a diventare gli elementi della rigenerazione.

Il presente convegno vuole offrire un contributo al ripensamento delle categorie interpretative che orientano il nostro modo di fare geografia ai tempi della globalizzazione e della sua crisi e conseguente riorganizzazione. Per un verso, siamo consapevoli dell’importanza del fattore del radicamento, giacché le società attuali evidenziano un incessante rinvigorimento delle appartenenze a territori e comunità di diverso segno, così come siamo consapevoli della persistenza dei fenomeni di sradicamento associati al potere incontrastato delle grandi multinazionali e del capitale finanziario. Dall’altro lato, crediamo che oggi alla dialettica radicamento/sradicamento si debba accompagnare un’attenzione crescente rivolta ai processi di “apertura”, vale a dire di incontro e contaminazione, dei fenomeni socio-economici con una molteplicità di relazioni e sfere di appartenenza, rifuggendo esplicitamente la trappola localistica. Ciò chiama in causa anzitutto la politica. Se è vero che la politica regionale è anzitutto una questione etica e politica, è di fondamentale importanza evitare di ricadere nella trappola di uno sviluppo “localistico” strettamente autoregolativo.

Il convegno vuole indagare questa ambivalenza che, a nostro avviso, costituisce una cifra essenziale dell’esperienza contemporanea. In questa ottica, invitiamo alla presentazione di proposte di sessioni e/o di singoli contributi di diverso orientamento tematico e in una prospettiva transdisciplinare che, muovendo da prospettive indifferentemente culturali, sociali, economiche e politiche, gettino luce sul duplice movimento di (s)radicamento e apertura che caratterizza le società contemporanee in una fase quanto mai delicata di crisi e riconfigurazione della globalizzazione.

La proposta di singoli contributi può liberamente ispirarsi al tema generale della presente call. Nell’eventuale selezione di proposte di sessioni daremo priorità ai seguenti temi, ma siamo aperti a ulteriori proposte:

  • il fenomeno migratorio in Italia dopo la crisi economica e l’emergenza rifugiati, tra radicamento locale e circolazione transnazionale;
  • la riscoperta e riterritorializzazione del cibo: radicamento identitario, risveglio delle appartenenze regionali e contaminazione culturale;
  • le traiettorie di sviluppo economico locale alla scala urbana e regionale dopo la crisi economica globale: crisi e riconfigurazioni delle basi territoriali dello sviluppo nell’era di Internet 2.0 e della smaterializzazione dell’attività economica; il ruolo ambivalente della politica degli eventi (in particolare i mega); la riqualificazione del patrimonio territoriale;
  • la resilienza ambientale tra imperativi globali e nuova opportunità di radicamento socio-territoriale;
  • lo sviluppo turistico, tra valorizzazione e banalizzazione dei luoghi;
  • il ruolo delle ICT nei processi di (s)radicamento territoriale;
  • geografie del lavoro e del capitale: senso e ruolo del radicamento territoriale nei processi di specializzazione regionale;
  • gli usi temporanei dello spazio: dal radicamento all’attraversamento.

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Il convegno rappresenta la sesta edizione della Giornata di Studio “Oltre la globalizzazione” organizzata dal 2011 dalla Società di Studi Geografici di Firenze. Le giornate precedenti, svoltesi a Firenze, hanno riguardato altrettanti temi chiave quali i concetti di “prossimità” (2012), “resilienza” (2013), “conflitto” (2014), mentre la quinta edizione (2015), svoltosi a Roma, si è focalizzata sul tema dei “beni comuni”.

La giornata del convegno si articolerà in una sessione plenaria (keynote speaker Andrés Rodríguez-Pose) a cui seguiranno sessioni parallele: quattordici sono già state definite sulla base della call for session; le altre saranno individuate dal Comitato scientifico a partire dai contributi che verranno proposti nella call for abstract.

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Pubblicazioni e premio

La giornata darà luogo a due pubblicazioni:

1) Un volume, curato dal Comitato scientifico, da pubblicarsi in formato elettronico nella collana “Memorie” della Società di Studi Geografici. L’invio degli articoli completi per tale pubblicazione, non obbligatorio, dovrà avvenire entro il 15 febbraio 2017. Per il contributo, che non dovrà eccedere i 25.000 caratteri, valgono le norme della Rivista Geografica Italiana consultabili sul sito www.rivistageograficaitaliana.it.

2) Un articolo-premio presso la Rivista Geografica Italiana, secondo le modalità specificate qui di seguito.

E’ istituito un premio della Società di Studi Geografici al miglior contributo presentato da un giovane studioso/a (meno di 5 anni dalla data di conseguimento del dottorato). Il premio sarà assegnato dal Comitato scientifico e darà luogo al rimborso delle spese di partecipazione al convegno e alla pubblicazione di un articolo con menzione speciale sulla Rivista Geografica Italiana, previo referaggio doppio e anonimo.

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Sabato 17 avrà luogo un seminario multidisciplinare organizzato dai giovani studiosi e PhD (ma aperto a tutti i partecipanti). Tema e modalità di partecipazione saranno comunicati successivamente.

 

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